Budget slovacco: debito record, riforme rinviate al 2027
La sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche slovacche è peggiorata nel 2025, con il debito pubblico che ha raggiunto il 61,4% del PIL, un livello record. A dirlo è il Consiglio per la responsabilità fiscale (RRZ) nell'ultima nota di avvertimento pubblicata. Per stabilizzare il debito su un orizzonte di cinquant'anni, sarebbero necessarie misure di consolidamento equivalenti al 5,5% del PIL, cioè circa 7,9 miliardi di euro. Misure che, per ora, nessuno sembra intenzionato ad adottare prima delle elezioni del 2027. Il quadro macroeconomico non aiuta. La crescita del PIL nell'UE ha rallentato all'1% nel primo trimestre 2026 rispetto all'1,3% del trimestre precedente, secondo le stime flash di Eurostat. Per la Slovacchia non è stata pubblicata una stima preliminare separata, il che rende più difficile valutare la situazione in tempo reale. L'RRZ ha già segnalato in passato che il Paese si trova nella zona di rischio elevato. Il debito sopra il 60% del PIL è una soglia politicamente e legalmente rilevante in ambito europeo, e supera i parametri del Patto di Stabilità e Crescita. Finché il governo non adotta misure concrete di riduzione del disavanzo, il percorso del debito è destinato a peggiorare, anche per effetto della spesa pensionistica e sanitaria in aumento. L'unica buona notizia sul fronte sociale è che la quota di popolazione a rischio di povertà in Slovacchia è scesa al 16,7% nel 2025, dal 18,3% dell'anno precedente, segnando la prima riduzione in quattro anni secondo Eurostat. Il dato colloca la Slovacchia al sesto posto più basso nell'UE, dove la media è del 20,9%. Ma è proprio nelle famiglie con un solo genitore e in quelle numerose che la povertà si concentra di più, con i problemi di reddito insufficiente e bassa intensità lavorativa che restano strutturali.